Blog per i nati il 29 febbraio
Ci sono più cose in cielo e in terra che non nella filosofia. Ma anche certe filosofie
tirano fuori cose che non stanno né in cielo né in terra.
Voli pindarici su su fino al banale
Bruce SchneierBruce Schneier, semplicemente uno dei più rinomati e competenti guru della sicurezza informatica fino ad oggi, ultimamente si sta avventurando nel campo della sicurezza tout court, che si estende dall'analisi quantitativa dei rischi allo studio della percezione che gli uomini hanno dei pericoli e delle minacce.

Proprio su quest'ultimo tema egli ha dedicato libri, saggi brevi e numerosi articoli e post. Prolegomeno: Schneier è un fiero oppositore della battaglia al terrorismo lanciata dal governo Bush, soprattutto - come è prevedibile per un guru dell'informatica - per le ricadute sulla privacy dei cittadini. In uno degli ultimi articoli, comunque, Schneier evidenzia come uno dei più comuni bias cognitivi, l'inferenza corrispondente, possa essere alla base del perché le strategie del terrorismo non funzionino.

La teoria dell'inferenza corrispondente ci spiega come, per ogni atto compiuto da un'essere umano, gli altri siano portati ad attribuire a quell'uomo l'intenzione o la disposizione d'animo più probabile che ha causato l'atto. Questo è in condizioni normali del tutto ragionevole: citando Schneier, se vedo un'uomo che picchia un altro uomo sono portato ad attribuire al primo un'intenzione di deliberata violenza che egli potrebbe in realtà non avere (egli potrebbe, per esempio, stare recitando o magari soffrire di sonnambulismo).

Esistono atti più e meno soggetti al bias di inferenza corrispondente, e l'atto teroristico, cito ancora Schneier, è massimamente prono a un'attribuzione di intenzionalità causale: ad ogni atto terroristico, pensiamo che coloro che l'hanno commesso non abbiano questo o quell'obiettivo politico - di per sé scorrelato dall'atto criminale -, ma siano invece motivati principalmente a uccidere quanta più gente possibile e a cancellare la civiltà dalla faccia della terra. Si mostra, invece, che gli obiettivi politici dei maggiori movimenti terroristici, Al Qaeda compreso, sono relativamente limitati e non comprendono genocidi o colpi di stato se non come carattere eccezionale.

Ecco quindi perché il terrorismo come metodo è perdente: esso vorrebbe essere per i terroristi stessi una strategia comunicativa efficace per i loro (limitati, abbiamo detto) obiettivi politici; ciò che essi ottengono, invece, è solamente un marchio di infamia, perché nessuno finisce per pensare alle rivendicazioni politiche del terrorista, ma alla sua disposizione di potenziale sterminatore di massa.

Corollario: il governo Bush, mutuando anch'esso (o maliziosamente coltivando) il bias di inferenza corrispondente, ha iniziato a combattere aspramente il terrorismo per le ragioni sbagliate ("la difesa della civiltà"), ma ha paradossalmente contribuito alla tesi che il terrorismo è fallimentare perché non viene capito.

Fin qui Schneier. Ora, alcuni di voi potrebbero pensare che io abbia fatto apposta a banalizzare il discorso: vuoi che uno tiri fuori i bias cognitivi e la teoria dell'inferenza corrispondente per spiegare semplicemente che "il terrorismo terrorizza"? No, e in effetti un ulteriore corollario ci sarebbe:
[W]e’re more effective at fighting terrorism if we understand that it is a means to an end and not an end in itself; it requires us to understand the true motivations of the terrorists and not just their particular tactics. And the more our own cognitive biases cloud that understanding, the more we mischaracterize the threat and make bad security trade-offs.
La conclusione, però, non sta molto in piedi, a meno di risultare veramente banale come sembrava. Se il terrorismo a un certo punto non ci terrorizzasse, per lo stesso argomento di prima, ma ci facesse focalizzare sugli obiettivi dei terroristi, allora il terrorismo stesso comincerebbe ad essere una buona strategia, e i terroristi avrebbero ragione ad adottarla. Ha un bel dire quindi Schneier che l'articolo non vuole in alcun modo scusare il terrorismo. Probabilmente non lo fa, ma non facendolo, perversely, lo fa.
© Francesco Rinarelli - 2009