Pare che ci siano
dieci modi per cambiare il Mondo con i Network Sociali. Anche il Corriere è di questo parere, e infatti paga un giornalista per
tradurre dall'inglese un post trovato gratis su Internet.
Dell'utilità della blogosfera nel cambiamento della società italiana si è già dicusso in abbondanza. Da
Scalfarotto a
Mario Adinolfi, passando per una buona metà dei militanti radicali fino all'altro ieri, la politica nostrana è stata piena di esempi su come il blog e il networking sociale sia un efficace mezzo di comunicazione politica e di confronto intellettuale con le diverse classi del paese, tanto che, volenti o nolenti, essere un blogger è quasi diventato un criterio necessario per essere eletti - o comunque almeno rivaleggiare con il compagno di partito che vuole farti le scarpe.
Ma i Network Sociali di oggi sono diversi. Meno ambiziosi di un blog, forse, ma comunque capaci di costruire strette trame di relazioni con individui lontani chilometri o anni dalla propria vita. Dopo attenti studi sociologici, i fattori di successo di applicativi come
Anobii,
Facebook,
Linkedin sembrano essere due.
Il primo è la possibilità di coltivare il proprio orticello pubblico senza il pericolo di attacchi all'amor proprio. A differenza di quanto avviene sui blog, la possibilità di avere commenti negativi o la necessità di ritrattazioni è scarsa,a tutto vantaggio della corsa a chi la spara più grossa: chi ha più libri, chi ha i libri più particolari o esoterici; chi ha più righe di curriculum, chi ha più contatti o più raccomandazioni. Fa riflettere il fatto che su Linkedin sia possibile sostanzialmente mettersi d'accordo a gruppi di qualche unità e fornirsi vicendevolmente raccomandazioni ed elogi della qualità più varia: non esiste invece la possibilità, tantomeno anonima, di smentire parte del percorso di carriera di qualcuno o di presentare delle note di biasimo.
Il secondo fattore, strettamente legato al primo, è l'enorme possibilità di farsi i cazzi degli altri. Rispetto a solo due anni fa, è possibile conoscere molto di più dei gusti di una persona e del suo percorso di vita; se è stato a lavorare in Accenture, se ha simpatie comuniste o vegane, se gli piace il ping pong o se ha amiche carine. Le opzioni di anonimità sono sempre presenti ma raramente usate. Il paradiso del voyeur è a disposizione di tutti, al solo costo di qualche registrazione personale agli stessi siti delle persone osservate. Non sempre è possibile la reciprocità, e spesso non si potrà essere coscienti di chi ricrea il nostro identikit dalla poltroncina di casa sua. I responsabili aziendali cominciano ora a muoversi autonomamente fra i blog, i flickr, i linkedin, gli anobii e i facebook dei loro dipendenti; è stato sicuramente un modo di cambiare il mondo. L'apertura indiscriminata della nostra identità solo raramente è una scelta consapevole, e comunque non può essere evitata a meno di comportamenti paranoici, decisamente non compatibili col nuovo spirito della grande rete.
Post scritto da Uomo_del_Monte - Categoria: -
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- Wed, 14 May 2008 01:07:31 +0200