Ritengo che, data la crisi dell'autorità, l'iper-ironismo sia la forma di umorismo più adatta [...] [S]i può dire che con la rinuncia alla conoscenza è arrivato il culto del "sapere come". vale a dire che, nonostante non ci sia verità suprema (o metodo per raggiungerla), io posso comunque dimostrare di comprendere meglio di voi le regole intellettuali che vi muovono. Posso dimostrare la mia superiorità su di voi dimostrando di essere consapevole di ciò che vi spinge a un certo comportamento. Alla fine, nessuna del nostre posizioni è definitivamente superiore, ma almeno posso dimostrare di trovarmi, sul sabbie mobili del gioco che stiamo giocando, in una posizione effettivamente superiore. L'iper-ironismo è la rappresentazione comica del culto del "sapere come".(Carl Matheson, "I Simpson, l'iperironia e il significato della vita", in "I Simpson e la filosofia")
«In ogni mio spettacolo, c’è sempre una battuta che gela il pubblico». «C'è una tradizione comica, quindi il pubblico magari è ancora fermo non so a Walter Chiari (geniale, bravissimo) e tu fai battute tipo: "che sapore ha un feto appena abortito? Pollo crudo". » «“Questa che cos’è?”, pensano. Non sanno collocarla. Capita a volte che uno rida. Evidentemente il suo gusto è arrivato fino a quel punto. Recentemente, a Napoli ho riproposto la battuta sul feto. Gelo. “Eh, ma non fa ridere”, dicevano. “No, vi assicuro che fa molto ridere. Non fa ridere voi, perché dovete ancora fare un percorso. Io quel percorso l'ho già fatto. Fra vent’anni vi farà molto ridere, fidatevi”»
(Estratto da Wikipedia.it, alla voce "Daniele Luttazzi - L'evoluzione del gusto", 10/10/2007)
* Corsivi e grassetti miei.[...] I due tessitori gli chiesero di avvicinarsi, e gli domandarono se il disegno e i colori erano di suo gradimento, sempre indicando il telaio vuoto: il povero ministro continuava a fare tanto d'occhi, ma senza riuscire a vedere niente, anche perché non c'era proprio niente. "Povero me", pensava intanto, "ma allora sono uno stupido? Non l'avrei mai detto! Ma è meglio che nessun altro lo sappia! O magari non sono degno della mia carica di ministro? No, in tutti casi non posso far sapere che non riesco a vedere la stoffa!" "E allora, cosa ne dice", chiese uno dei tessitori. "Belli, bellissimi!", disse il vecchio ministro, guardando da dietro gli occhiali. [...] Allora i due truffatori chiesero ancora soldi, e seta, e oro, che gli sarebbe servito per la tessitura. Ma poi infilarono tutto nella loro borsa, e nel telaio non ci misero neanche un filo. Eppure continuavano a tessere sul telaio vuoto.
(H. C. Andersen, I vestiti nuovi dell'imperatore, trovato in rete)
Così recita il quesito 71 del test di Medicina di quest'anno, annullato successivamente dalla Commissione del Ministero perché viziato nella forma. I giornali comunque si sono per lo più limitati a mostrare del quesito incriminato soltanto il testo e la breve ma imbarazzante nota degli esaminatori:Un aereo viaggia a 800 km/ora, in assenza di vento, in direzione Est per 400 km poi ritorna indietro. Il tempo impiegato per realizzare l'intero percorso è quindi un'ora. Quando lungo il tragitto soffia un vento diretto verso Ovest (o verso Est) pari a 100 km/ora costante per tutto il percorso, il tempo di percorrenza (andata e ritorno) sarà:
- Un'ora;
- Più di un'ora;
- Meno di un'ora;
- Più di un'ora se il vento spira da Ovest;
- Più di un'ora se il vento spira da Est.
Il quesito è annullato in quanto sono possibili più risposte esatte tra le opzioni indicate.Sarebbe interessante capire quali esattamente siano, delle cinque risposte presentate, quelle possibilmente esatte. Poiché non lo fa nessuno, ci proviamo noi.
Quando analizzavo i dati orari dell'inquinamento e dell'atmosfera di Milano, il mio lavoro di tesi, le reti Bayesiane che addestravo segnalavano tra le altre cose una significativa correlazione fra pressione atmosferica e giorno della settimana. Ora, dal momento che il concetto di settimana ha poco a che fare con la fisica terrestre (se non per l'essere circa un quarto di mese lunare), avevo imputato inizialmente il fatto alla scarsa qualità dei dati. Incredibilmente, però, la correlazione occorreva anche per set di dati diversi, in maniera talvolta più forte persino rispetto ad altri legami statistici e fisici già noti.
Bruce Schneier, semplicemente uno dei più rinomati e competenti guru della sicurezza informatica fino ad oggi, ultimamente si sta avventurando nel campo della sicurezza tout court, che si estende dall'analisi quantitativa dei rischi allo studio della percezione che gli uomini hanno dei pericoli e delle minacce.